ASSISI – Si è tenuto presso il Pontificio Seminario Regionale Umbro l’incontro formativo del progetto 8xmille “Carità Per Sempre: tra passato, presente e futuro”. Una giornata intensa che ha visto riuniti operatori, volontari e figure professionali per riflettere sull’identità della Caritas e sulle sfide del servizio nel territorio.
Il senso dei “gesti inutili”
Ad aprire i lavori è stata la catechesi di Fra Marco Bussi, che partendo dall’episodio evangelico delle Nozze di Cana, ha offerto una chiave di lettura profonda sull’agire dei volontari. I servi, riempiendo le giare d’acqua, compiono quelli che potrebbero sembrare “600 gesti inutili”.

“Cosa comprendiamo da questo? Che nessun gesto è davvero inutile se serve a creare relazione e credibilità”, ha spiegato Fra Marco. “I miracoli li fa il Signore, ma passano sempre attraverso ciò che noi possiamo mettere a disposizione”.
L’ascolto come metodo e annuncio
Eleonora Pasquarelli, vicedirettore della Caritas Diocesana di Assisi, ha ribadito come l’ascolto non sia un semplice passaggio burocratico, ma il fondamento di ogni intervento: “Per Caritas, ascoltare è annunciare il Vangelo. Significa prendere in carico l’altro, metterlo al centro e offrirgli uno spazio dedicato ed esclusivo”. Un concetto ripreso anche da Gioia Pollice (Caritas Foligno), che ha sottolineato l’importanza di ambienti dignitosi e di un approccio non giudicante.

Osservare per agire: il ruolo dei dati
La formazione ha poi toccato l’aspetto fondamentale del discernimento basato sulla realtà. Silvia Bagnarelli (Caritas Perugia) ha illustrato l’importanza dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, spiegando che il tempo dedicato alla raccolta dati è, a tutti gli effetti, “tempo di cura”.

Grazie allo strumento Ospoweb, le Caritas possono leggere in maniera analitica i cambiamenti del territorio, trasformando le informazioni in “opere segno” e strategie concrete di aiuto.
La forza della rete
Il valore della collaborazione è stato il filo conduttore degli interventi conclusivi. Anna Rita ha invitato i presenti a sentirsi parte di una sola famiglia ecclesiale, mentre Maria Broccaro, assistente sociale del Comune di Bastia, ha portato la testimonianza della cooperazione tra istituzioni civili e realtà ecclesiali.
“L’aiuto deve essere la molla che innesca il cambiamento”, è emerso dal dibattito. “Non aiutiamo da soli: fare rete e scambiarsi informazioni nella riservatezza permette alla persona di sentirsi parte della comunità e non un semplice numero”.

L’incontro è proseguito con un momento di esercitazione pratica, confermando l’impegno delle Caritas del territorio a crescere in competenza e umanità, per trasformare ogni “piccola cosa” in un passo verso il bene comune.
Al termine la benedizione impartita da Don Francesco Verzini, Rettore del Seminario regionale, ci ha ricordato che “la carità è la forma più alta di amore verso il prossimo”.


Diocesi di
